La sirena si svegliò poco dopo il tramonto. Non temeva reazioni isteriche perchè in casa non c’era nessuno che potesse ascoltare il suo bisbiglio. Un mal di testa cieco tentò un ultimo assalto prima di scappare nella sua tana, in attesa della prossima possibilità.
La sirena diede carne cruda ai suoi tre cani azzurri che mangiarono in silenzio prima di rimettersi a fissare le intricate geometrie d’algebra che l’arabo aveva lasciato in dono.
Si spogliò del niente che indossava, senza smettere di bisbigliare. Il riflesso di sua madre nel vetro la illuminò all’improvviso e si trovò un sorriso tiepdio appiccicato sulla faccia.
“se vuoi puoi mordermi”
Sussurrò al riflesso di sua madre chuiedendosi se in realtà non fosse il riflesso ad averlo detto.
1 milione e 784 mila 913 persone sfilavano per le strade d’apocalisse scandendo chiaro il richiamo della terra. I tamburi battevano all’unisono e le aquile, in cielo, si accertavano che nessuno guardasse in alto.
“se vuoi puoi mordermi”
Ma veniva presa in giro da se stessa in un’altra vita.
Azzannò la faccia riflessa di sua madre con una ferocia che sorprese quasi tutti. Nessuno si aspettava che il vetro potesse sanguinare a quel modo. Attraverso i raggi della ruota si scorse rosa la pazienza che li avrebbe portati alla fine della notte.





