da un giorno all'altro, senza preparativi o buffi convenevoli.
e poi inventiamoci un modo per vivere più vite possibili.
Una malinconia dell’autunno1985 che mi scava nell’anima, un giorno di marzo. Nel 2008.
Genova persa. Bruxelles attuale.
Oggi camminavo nel freddo e nella pioggia sottile con le mie clark’s e la mia giacca di velluto da inglesissimo professore di fisica. Camminavo nella mia malinconia. La conosco così bene che abbiamo iniziato a darci del tu, qualche anno fa, e ci siamo scoperti sempre più vicini fino al momento in cui ho capito che io sono la mia malinconia.
Oggi mi sono perso nel tempo della mia memoria, senza ricordi particolari sono tornato a quello che ho identificato come l’autunno del 1985; odore di pioggia e traffico in Via XX Settembre, forse in giro con mia madre. Un bambino che guarda tutto con stupefatta meraviglia sentendo che tutto è dietro l’angolo, ma ancora così distante. Da piangere di vita. Dio santo. Piangere di vita, qualsiasi cosa significhi per te questa cosa.
Per me è sentire che la mia anima è più vecchia della mia mente e del mio corpo.
Sono note che ho già sentito.
Un’emozione già gridata al vento, a pieni polmoni, senza paura.
Una faccia che ho già visto bruciata, anche se forse non era la mia ma era vicina abbastanza da raccartocciarmi d’orrore anche secoli dopo.
Noi siamo la resurrezione.
Pasticci di colore all’imbrunire. Siamo
foglie, guglie, gargoyles, statue, marmi, vernice pastosa che
ci attorciglia la vita
come un ghirigoro d’oro.
Ho visto un futuro che non voglio farmi scappare, in qualsiasi forma esso voglia venire da me. L’ho intravisto nell’autunno del 1985, senza capirlo, con gli occhi di bambino. L’ho rivisto oggi, nel marzo del 2008, con gli occhi dell’uomo che sono. L’uomo con le farfalle che pazze gli svolazzano in pancia, l’uomo che sono, l’uomo che ho bisogno di mostrare a te, donna che mi ispiri e mi fai tremare nella musica di qualcun altro.

giusto per tenere il cervello impegnato, mica per altro.
scusami, comunque.
credi- coltiva - ama - dona - stringi

& se ti dimentichi
e non credi più
e non hai più voglia di coltivare
e senti che l'amore è secco
e che hai già donato a sufficienza
e che non riesci più a stringere come prima
CHIEDI ALLA CHIMICA
& prova a ricordare.
Amiamo i nostri figli ma siamo
deformati dalla pellicola;
punti rossi,
primipianipianinpianurapiatta
centrifugamilleallora
dove la testa gira – non torna
Sono il disfacimento
se mi sforzo di essere quello che non dovrei
io per editto divino – non dovrei
nessuno dovrebbe
essere quello che non dovrebbe.
Rido perchè vuoi fare le cose per bene ma dimentichi i solventi.
All’angolo,
dove le creature migrano.
In un angolo,
dove la memoria muore.
Siamo stracci & bivacchi
fatti per fare suoni e non per esprimere concetti.
Devi amare il tuo uomo.
Tenerlo per mano.
Fargli sentire
il mondo sul quale marciamo solenni
& ipocriti
& così capaci.
Ti supplico di scegliere me &
di insegnarmi ad amare.
Superare paure di certezze,
desideri miti
& sconsolati:
5volte5pernondiredipiù.
Cosa ci vuoi fare & in fondo che te ne frega
se ci copiamo le scottature dell’anima
a vicenda.
Arrivi a cavallo – scalza
sei un’immagine
che mi taglia in due.
1.
...
Q dopo gli attentati di Londra
K si, ma come hai fatto a trovarlo? come è successo?
Q un amico un giorno mi fa "hai visto, ti hanno commentato in centinaia"
io dico dove
lui dice quel post sugli attentati a londra
io dico ma non mi pare che sul blog ci fossero centinaia di commenti, non c'é il link da nessuna parte, ne sono a conoscenza solo una manciata di amici
K che vuoi che ti dica, vuol dire che qualcuno l'ha letto, l'ha copiato e messo nella bacheca discussione
Q e che è la bacheca discussione?
K tipo forum yahoo - robe del genere
Q ah
K va bè no?
Q ma si, non mi ricordo nemmeno quello che avevo scritto
K questo è impossibile
...
2.
(ha le ciglia a metà)
va bene ascolta, è diventato buio all'improvviso:
tutto troppo silenzioso per essere oggi per davvero;
(chi era "confettuccio"? dio, non mi ricordo)
c'è questo odore che anche se annuso non capisco da dove venga,
odore tipo fantasia smorzata - avvelenata - quasi trucidata
(è ciclico d'accordo ma ho sentito un trillo e ci sono coincidenze che non possono essere coincidenze)
& la testa vola a tottenham
perchè la chiamate cerimonia?
l'ha chiamata cosi' anche lui, credo che "matrimonio" non vada bene
ah
mother-in-low, daddy has to go
(e poi le cose succedono, lo sapevi?)
la mamma è giù, papà seguila
perchè
oddio oddio oddio
qualcuno qui ci rimette le penne
oddio oddio oddio
qualcuno CREPA
e magari ci salva tutti - prima che l'ovale diventi palla
(basta non farsi prendere dall'ansia)
...
3.
si ok, qui l'applauso ci sta grazie. scusate se mi fumo una sigaretta, a teatro si puo' ancora. no non è vero. almeno voi non potete. io si. privilegi da palcoscenico. furbizie nero su bianco. contratti svegli. mi chiedevo: in quanti l'hanno capito il gioco di parole mother in low - mother in law? lei signora? ah bè, complimenti, anche lei si scolava 12 pinte di lager guardando il west ham a bethnal green, si scoppiava un paio di bustine di gianluca vialli e finiva a soho scoprendo che sua cugina si faceva di speed? no? ah andrew lloyd webber, fare la coda nel west end tra i turisti americani. mmm. si lo so. ah certo che lo so. guardi come spengo la sigaretta, non la irrita, signora? questo mio fare supponente, non le da allergia? no, mi scusi, è che sono a corto di argomenti e quando ho fame attacco. sono un carnivoro, dopotutto. ma se mi mettono un guinzaglio obbedisco. non ci crede? bè, con tutto il rispetto, a lei non obbedirei nemmeno per un minuto. il leone deve rispettare il suo domatore. averne paura. amarlo un po'. poi gli stacca la testa. già. no, no; gliela stacca di netto. zac. secco. la sgranocchia nella penombra terrorizzata di un circo che sa di noccioline e sterco di elefante. la vita è ingiusta per la maggior parte della gente. ma visto che è cosi', bisognerebbe impegnarsi per trovare la cosa eccitante. si, si. ho detto eccitante. non so perchè. spengo la siga. ignoro il mal di testa. sorrido per un istante e lascio libero il palco - che dio ti allevi. cazzo, Eco.
...
4.
Are you still paying too much for your mortgage?
All men wish it was large..
75% 0FF S ALE on P fizer
Respond to your looan application.
ahahahahahahahahhahahahahahahahahahhaha
ok ora sclero per davvero
sono le 18.15 di un martedi di gennaio
dicono che la terza settimana di gennaio sia la peggiore dell'anno
ma dicono sempre qualcosa
e la maggior parte sono idiozie -
giro e guardo foto: perdo tempo
decido e attacco quadri: inutile
gocciolo di noia: inevitabile
quando
...
Butterflies
I’ve lost my pieces in the inspiration that
I want to give to you
Playing with the toys you gave me I’m wondering
If you just like to play
I think I want to know your answers but I’m scared
I’m getting none
Or those
I don’t want to hear
Your words just spin around
When you talk about butterflies
You talk about butterflies
You talk about butterflies, do you mean it?
When you talk about butterflies
You talk about butterflies
You talk about butterflies do you mean it?
(or you’re just mean)
You have to know about the gloom that’s chasing me,
don’t think it’s serious though
Tell me if I’m guessing right something I can’t know
I’ve changed so many times
This song’s to tell you that
For a moment
A lapse
But you’ve been the one
Your words just spin around
When you talk about butterflies
You talk about butterflies
You talk about butterflies do you mean it?
When you talk about butterflies
You talk about buterflies
You talk about butterflies do you mean it?
(or you’re just mean)

Ho seminato decadi di terza età,
frammenti di spreco e di vite non mie;
ho carpito i segreti ironici &
le albe marce di una metastasi di giorno.
Ho visto germogliare riflessi medici
sugli specchi delle case di cura abbandonate,
ho salutato il sole e la luna
che monotoni si alternavano sul mio terrazzo cittadino.
Ho un viaggio di carta pronto da ricordare
e da qui scopro i miei limiti da correggere ed ampliare.
Ho chiesto di averla, consigliato di prenderla
ed attendo facendo cose per colmare i presunti vuoti.
Sono alla ricerca del miglior fabbro, di un intruglio,
di un seguito al pensiero, di un tempo definito.
Sono un dente marcio che assorbe vita nuova
dalla saliva di Betty Bop & da buffi scheletri a fumetto.
Ho una propria personale rigenerazione di cellule e tessuti
dipendente dal desiderio che mi fluttua intorno,
è un processo incosciente, antico e vitale che si fonde
con il rito dell’acqua pura e di quella salmastra.
Rircordi Greyson Fills e gli album appesi al muro?
una casa a due piani, a broken cup of tea &
qualche bottiglia di scotch nascosta dalla badante
mentre io adolescente guardavo Wimbledon alla t.v..
Ho cresciuto gli echi, uno ad uno, con paziente deferenza.
In tunnel di metropolitana, le sanguinanti orecchie sorde,
sono fuggito con il terrore che pulsava negli occhi schizzati,
ho urlato nel vuoto, immobile, zittito da un treno in corsa.
Ho visto invecchiare e morire le memorie di quattro quartine,
sono andato a scuola e ne ho dipinto le mura col cuore in gola.
Ho scritto “arroyo” con la vernice rossa.
Ho pasticciato con le sequenze e dato loro materia senza anti-materia.
Sono un lupo affamato ed il padre che cerca il cibo,
il vecchio di turno ed il bambino in affitto.
Dentro una tenda mi illumino alla luce delle candele,
qualcuno dice “è una fiamma viva!” ed esce chiudendosi la zip.
Rimasto solo quindi esploro i miei sensi & cerco il seme della seduzione,
lo trovo e gli disegno un prifilo acuto.
E’ un gene perso nella catena di ogni giorno,
non ha un tetto nè una casa ma si applica senza sforzo.
Ho quello che sono e parafraso le inutilità inculcatemi:
un coniglio bianco torna ubriaco nel suo cilindro ,
la fodera lo aspetta col matterello levato, stanca delle sue uscite improvvise.
Lui sorride sardonico e fa spallucce.
Un soffio di vento mi rinfresca i pensieri d’afa che
lucidi danzano sulle superfici opache per cambiarle.
Ho un desiderio giovane, una malattia sottomessa,
una lezione già pronta ed un malcontento per tutto.
Ho odiato e continuo ad odiare il sommesso roboante vociare che
filtra tra gli spazi sottili dei miei corridoi mentali.
E’ lo scomodo esterno, il vasto sconosciuto che bussa forte alla porta
con le nocche sporche di stucco e resina.
Ho impiastricciato i cieli per celare l’incerto incedere
dei miei continui sbadigli, giù nell’appicume straniero;
mi sono ripetuto perchè interrotto,
nella lettura del sentiero, dai miei demoni.
Dimentico le pagine migliori nelle partenze assonnate &
faccio prostituire le mie parole lasciando pero’ che si scelgano i clienti;
i soldi vanno metà in beneficienza e metà al macero:
mi lusingano i grati sguardi che si allacciano la patta.
Sono un ruffiano a denominazione di origine controllata,
un penitente reicarnato ed ancora un perverso;
uno storico iroso ed un poeta.
Una barca che trova meno falle ed impara ad aggiustarle più rapidamente.
Ho alternato il tre ed il quattro, l’uno ed il due;
salito e disceso le note, sospirato alla luce ed la buio.
Mi sono perduto alla nausea tra le stesse impulsioni
ed ora le dissolvo, in attesa di sentirle di nuovo.
Imparo a monetizzare l'imbarazzo
di sogni guancia a guancia,
la mancanza di te ha aperto tagli che goffo tento di ignorare.
Sangue scuro cola denso nei pertugi dell'anima,
dove mi nascondevo da bambino,
dove mi nascondo adesso
facendo finta di non avere poteri
per non uscire allo scoperto
per non rischiare
certo di una proxima vita
nella quale
volare davvero.
In una città dove la notte non viene mai
&
le parole sono più importanti dei fatti che seguono alcune parole,
io sono a metà.

Cary Grant, who took LSD more than sixty times under the therapeutic auspices of
"All my life, I've been searching for peace of mind. I'd explored yoga and hypnotism and made several attempts at mysticism. Nothing really seemed to give me what I wanted until this treatment."
"I have been born again. I have been through a psychiatric experience which has completely changed me. I was horrendous. I had to face things about myself which I never admitted, which I didn't know were there. Now I know that I hurt every woman I ever loved. I was an utter fake, a self-opinionated bore, a know-all who knew very little. I found I was hiding behind all kinds of defenses, hypocrisies and vanities. I had to get rid of them layer by layer. The moment when your conscious meets your subconscious is a hell of a wrench. With me there came a day when I saw the light."
vive in un appartamento di 8 metri quadri situato al millesimo piano di un grattacielo nella città di K e scrive cose tipo "di seghe martoriato il cervello", pretende comprensione e un pasto caldo.
legge drammaturghi greci quali aristofane, menandro, frinico ed euripide e mentre mangia noodles di soya si gratta le calvizie intuendo un disegno divino.
dorme su un futon (布団) che occupa quasi metà stanza con lenzuola che non cambia da quasi due mesi e sogna di impiastricciarsi di marmellata all'albicocca mentre le formiche gli divorano la faccia.
se non avverto fiducia intorno a me
semplicemente avvizzisco