lunedì, 05 maggio 2008
mettiamoci insieme.

da un giorno all'altro, senza preparativi o buffi convenevoli.

e poi inventiamoci un modo per vivere più vite possibili.
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giovedì, 10 aprile 2008
tu gli altri li leggi?

quando la donna dalle tette cadenti si lasciò scappare:

"nella tua magione d'albione scoppia d'ingiustizia marcia!"

e poi a ridere, terrorizzata -

ahhahahahaha con gli occhi sbarrati.

_____________________________________

non esiste niente di vero a parte

"la seconda ora" di ludovico einaudi &

 poche altre cose estemporaneeee

con quattro "e"

mmmmmmmm da uno squarcio di petto.

pin piripin pin piripin

con un dito solo,

a cercare continuità nella concentrazione.

_______________________________________

Uno arriva, dal nulla,  ti prende e ti fa:

"Io invece preferisco il modello aperto, in cui la morte termica non arriverà mai completamente, essendo infine l'espansione più veloce del ritmo di decadimento di ogni singola particella, per cui tenderà sempre allo stato d'equilibrio senza mai raggiungerlo."

tu che  fai?




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domenica, 06 aprile 2008
Nettare d'ambra,
lingue d'avorio,
numeri in attesa &
intrecci d'ali:

è il costoso vivere
che silente ci assale
sbranandoci le spalle
fino al bianco osso.
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domenica, 06 aprile 2008
Nell'ombra della miseria
sulle rughe di periferia &
nelle occhiaie scure che
ti cerchiano i pallidi occhi,
siamo imprigionati.

Dalla fronte di pensieri corrucciati
scendono i segni
ed i solchi profondi
arati nel campo dei minuti,
al caldo, in divenire.

Le tracce sottili prossime a svanire &
gli anni che non ci mutano
ma ci passano attraverso
e ci carezzano
con lievi sfioramenti.

Siamo offuscati,
nella vecchiaia pietosa,
da ricordi che scivolano
verso un amore onesto mai raggiunto &
una fine di pacata trascendenza.

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martedì, 11 marzo 2008

Una malinconia dell’autunno1985 che mi scava nell’anima, un giorno di marzo. Nel 2008.

Genova persa. Bruxelles attuale.

Oggi camminavo nel freddo e nella pioggia sottile con le mie clark’s e la mia giacca di velluto da inglesissimo professore di fisica. Camminavo nella mia malinconia. La conosco così bene che abbiamo iniziato a darci del tu, qualche anno fa, e ci siamo scoperti sempre più vicini fino al momento in cui ho capito che io sono la mia malinconia.

Oggi mi sono perso nel tempo della mia memoria, senza ricordi particolari sono tornato a quello che ho identificato come l’autunno del 1985; odore di pioggia e traffico in Via XX Settembre, forse in giro con mia madre. Un bambino che guarda tutto con stupefatta meraviglia sentendo che tutto è dietro l’angolo, ma ancora così distante. Da piangere di vita. Dio santo. Piangere di vita, qualsiasi cosa significhi per te questa cosa.

Per me è sentire che la mia anima è più vecchia della mia mente e del mio corpo.

Sono note che ho già sentito.

Un’emozione già gridata al vento, a pieni polmoni, senza paura.

Una faccia che ho già visto bruciata, anche se forse non era la mia ma era vicina abbastanza da raccartocciarmi d’orrore anche secoli dopo.

Noi siamo la resurrezione.

Pasticci di colore all’imbrunire. Siamo

foglie, guglie, gargoyles, statue, marmi, vernice pastosa che

ci attorciglia la vita

come un ghirigoro d’oro.

Ho visto un futuro che non voglio farmi scappare, in qualsiasi forma esso voglia venire da me. L’ho intravisto nell’autunno del 1985, senza capirlo, con gli occhi di bambino. L’ho rivisto oggi, nel marzo del 2008, con gli occhi dell’uomo che sono. L’uomo con le farfalle che pazze gli svolazzano in pancia, l’uomo che sono, l’uomo che ho bisogno di mostrare a te, donna che mi ispiri e mi fai tremare nella musica di qualcun altro.

venerdì, 29 febbraio 2008

giusto per tenere il cervello impegnato, mica per altro.

scusami, comunque.

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mercoledì, 27 febbraio 2008

credi- coltiva - ama - dona - stringi

& se ti dimentichi

e non credi più

e non hai più voglia di coltivare

e senti che l'amore è secco

e che hai già donato a sufficienza

e che non riesci più a stringere come prima

CHIEDI ALLA CHIMICA

& prova a ricordare.

sabato, 09 febbraio 2008

Amiamo i nostri figli ma siamo

deformati dalla pellicola;

punti rossi,

primipianipianinpianurapiatta

centrifugamilleallora

dove la testa gira – non torna

 

Sono il disfacimento

se mi sforzo di essere quello che non dovrei

io per editto divino – non dovrei

nessuno dovrebbe

essere quello che non dovrebbe.

Rido perchè vuoi fare le cose per bene ma dimentichi i solventi.

 

All’angolo,

dove le creature migrano.

In un angolo,

dove la memoria muore.

Siamo stracci & bivacchi

fatti per fare suoni e non per esprimere concetti.

 

Devi amare il tuo uomo.

Tenerlo per mano.

Fargli sentire

il mondo sul quale marciamo solenni

& ipocriti

& così capaci.

 

Ti supplico di scegliere me &

di insegnarmi ad amare.

Superare paure di certezze,

desideri miti

& sconsolati:

5volte5pernondiredipiù.

 

Cosa ci vuoi fare & in fondo che te ne frega

se ci copiamo le scottature dell’anima

a vicenda.

Arrivi a cavallo – scalza

sei un’immagine

che mi taglia in due.

domenica, 03 febbraio 2008
se non hai nulla da scrivere NON SCRIVERE.


martedì, 22 gennaio 2008

1.

...

Q dopo gli attentati di Londra

K si, ma come hai fatto a trovarlo? come è successo?

Q un amico un giorno mi fa "hai visto, ti hanno commentato in centinaia"

io dico dove

lui dice quel post sugli attentati a londra

io dico ma non mi pare che sul blog ci fossero centinaia di commenti, non c'é il link da nessuna parte, ne sono a conoscenza solo una manciata di amici

K che vuoi che ti dica, vuol dire che qualcuno l'ha letto, l'ha copiato e messo nella bacheca discussione

Q e che è la bacheca discussione?

K tipo forum yahoo - robe del genere

Q ah

K va bè no?

Q ma si, non mi ricordo nemmeno quello che avevo scritto

K questo è impossibile

...

2.

(ha le ciglia a metà)

va bene ascolta, è diventato buio all'improvviso:

tutto troppo silenzioso per essere oggi per davvero;

(chi era "confettuccio"? dio, non mi ricordo)

c'è questo odore che anche se annuso non capisco da dove venga,

odore tipo fantasia smorzata - avvelenata - quasi trucidata

(è ciclico d'accordo ma ho sentito un trillo e ci sono coincidenze che non possono essere coincidenze)

& la testa vola a tottenham

perchè la chiamate cerimonia?

l'ha chiamata cosi' anche lui, credo che "matrimonio" non vada bene

ah

mother-in-low, daddy has to go

(e poi le cose succedono, lo sapevi?)

la mamma è giù, papà seguila

perchè

oddio oddio oddio

qualcuno qui ci rimette le penne

oddio oddio oddio

qualcuno CREPA

e magari ci salva tutti  - prima che l'ovale diventi palla

(basta non farsi prendere dall'ansia)

...

3.

si ok, qui l'applauso ci sta grazie. scusate se mi fumo una sigaretta, a teatro si puo' ancora. no non è vero. almeno voi non potete. io si. privilegi da palcoscenico. furbizie nero su bianco. contratti svegli. mi chiedevo: in quanti l'hanno capito il gioco di parole mother in low - mother in law? lei signora? ah bè, complimenti, anche lei si scolava 12 pinte di lager guardando il west ham a bethnal green, si scoppiava un paio di bustine di gianluca vialli e finiva a soho scoprendo che sua cugina si faceva di speed? no? ah andrew lloyd webber, fare la coda nel west end tra i turisti americani. mmm. si lo so. ah certo che lo so. guardi come spengo la sigaretta, non la irrita, signora? questo mio fare supponente, non le da allergia? no, mi scusi, è che sono a corto di argomenti e quando ho fame attacco. sono un carnivoro, dopotutto. ma se mi mettono un guinzaglio obbedisco. non ci crede? bè, con tutto il rispetto, a lei non obbedirei nemmeno per un minuto. il leone deve rispettare il suo domatore. averne paura. amarlo un po'. poi gli stacca la testa. già. no, no; gliela stacca di netto. zac. secco. la sgranocchia nella penombra terrorizzata di un circo che sa di noccioline e sterco di elefante. la vita è ingiusta per la maggior parte della gente. ma visto che è cosi', bisognerebbe impegnarsi per trovare la cosa eccitante. si, si. ho detto eccitante. non so perchè. spengo la siga. ignoro il mal di testa. sorrido per un istante e lascio libero il palco - che dio ti allevi. cazzo, Eco.

...

4.

Are you still paying too much for your mortgage?

All men wish it was large..

75% 0FF S ALE on P fizer

Respond to your looan application.

ahahahahahahahahhahahahahahahahahahhaha

ok ora sclero per davvero

sono le 18.15 di un martedi di gennaio

dicono che la terza settimana di gennaio sia la peggiore dell'anno

ma dicono sempre qualcosa

e la maggior parte sono idiozie -

giro e guardo foto: perdo tempo

decido e attacco quadri: inutile

gocciolo di noia: inevitabile

quando

I managed to escape
to end in a bigger cage
 
they fed me with velvet flies
fed me with packs of lies

...

 

 

 

lunedì, 21 gennaio 2008
 
 
non so
onestamente non lo so
se scappare stando fermi sia la soluzione migliore
 
forse
e dico solo forse
potremmo costruire un mondo su misura per noi
 
ah
intendi qualcosa tipo
arte comprensione e bellezza al potere ?
 
mmm
credo qualcosa del genere
aggiungerei un filo d’oro che collega tutte le cose
 
e perchè ?
 
non ne ho idea
giovedì, 13 dicembre 2007
Pacifici & non violenti come dovremmo tutti essere
Se non fossimo ciechi e sordi e muti nella nostra finta
Gigantesca
Soffocante città di provincia europea
Col sole che si nasconde
E ti sorprende
A parlare del tempo come un povero coglione che sparge briciole per i piccioni
 
Caos & precisione con un sorriso – sorseggiando soma in giardino
Mio dio sono vivo davvero e sto buttando tutto nel cesso
Perchè ho paura del tempo che ticchetta nella testa
E non sono certo – davvero non sono del tutto certo
Che avro’ poi tutte queste altre possibilità alla fine
vedi - almeno parlo di me e non ho paura
 
Il percorso a ostacoli di cui parli non mi tange
Sei debole & volgare & nascondi una paura fottuta
Che io annuso nell’aria
Preludio di morso alla trachea
Su un divano che odio tu abbia visto
 
No il punto non è che nessuno ha paura di restare solo
Prenditi il tuo tempo e dipingiti il volto
In un’atona castità di progetti
Io
Sono un finto io ed un vero te stesso
 
No il punto non è che abbiamo paura di restare soli
All’ombra della croce – con una mezzaluna a squarciarci il cuore
La verità sta ad est e passa per ovest
& non esiste mai perchè tutto è così relativo da farti impazzire quando lo guardi negli occhi
Uccidimi
Cazzo uccidimi davvero
Invece di giocare con gli spilli – ho l’anima piena di buchi & perdo sensazioni
Che colano come il tuo piacere osceno
Sulle mie coperte
sabato, 03 novembre 2007
lavorare in silenzio
va bene, che bel segreto;
ma tu stai fermo & aspetti & ti lamenti & non vai da nessuna parte.

stava zitta
poi a luce spenta ha iniziato a parlare
& mi ha chiesto se volevo fare del sesso.

le finlandesi te lo succhiano come le russe e le estoni
hanno una loro tecnica particolare
poi mi ha tenuto stretto e siamo venuti insieme.

ho bisogno di qualcuno che rida e mi baci in pubblico,
che quando è qui mi faccia sentire bene con me stesso
che quando non c'è mi manchi.

ho smesso di copiare e mi ascolto,
non mi sorprendo mai però
ma imparo per dimenticare.
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mercoledì, 19 settembre 2007

Butterflies

 (canzone in la minore)

 

 

I’ve  lost my pieces in the inspiration that

I want to give to you

 

Playing with the toys you gave me I’m wondering

If you just like to play

 

I think I want to know your answers but I’m scared

I’m getting none

Or those

I don’t want to hear

 

Your words just spin around

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies, do you mean it?

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies do you mean it?

(or you’re just mean)

 

You have to know about the gloom that’s chasing me,

don’t think it’s serious though

 

Tell me if I’m guessing right something I can’t know

I’ve changed so many times

 

This song’s to tell you that

For a moment

A lapse

But you’ve been the one

 

Your words just spin around

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies do you mean it?

 

When you talk about butterflies

You talk about buterflies

You talk about butterflies do you mean it?

(or you’re just mean)

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giovedì, 02 agosto 2007
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venerdì, 29 giugno 2007

Ho seminato decadi di terza età,

frammenti di spreco e di vite non mie;

ho carpito i segreti ironici &

le albe marce di una metastasi di giorno.

 

Ho visto germogliare riflessi medici

sugli specchi delle case di cura abbandonate,

ho salutato il sole e la luna

che monotoni si alternavano sul mio terrazzo cittadino.

 

Ho un viaggio di carta pronto da ricordare

e da qui scopro i miei limiti da correggere ed ampliare.

Ho chiesto di averla, consigliato di prenderla

ed attendo facendo cose per colmare i presunti vuoti.

 

Sono alla ricerca del miglior fabbro, di un intruglio,

di un seguito al pensiero, di un tempo definito.

Sono un dente marcio che assorbe vita nuova

dalla saliva di Betty Bop & da buffi scheletri a fumetto.

 

Ho una propria personale rigenerazione di cellule e tessuti

dipendente dal desiderio che mi fluttua intorno,

è un processo incosciente, antico e vitale che si fonde

con il rito dell’acqua pura e di quella salmastra.

 

Rircordi Greyson Fills e gli album appesi al muro?

una casa a due piani, a broken cup of tea &

qualche bottiglia di scotch nascosta dalla badante

mentre io adolescente guardavo Wimbledon alla t.v..

 

Ho cresciuto gli echi, uno ad uno, con paziente deferenza.

In tunnel di metropolitana, le sanguinanti orecchie sorde,

sono fuggito con il terrore che pulsava negli occhi schizzati,

ho urlato nel vuoto, immobile, zittito da un treno in corsa.

 

Ho visto invecchiare e morire le memorie di quattro quartine,

sono andato a scuola e ne ho dipinto le mura col cuore in gola.

Ho scritto “arroyo” con la vernice rossa.

Ho pasticciato con le sequenze e dato loro materia senza anti-materia.

 

Sono un lupo affamato ed il padre che cerca il cibo,

il vecchio di turno ed il bambino in affitto.

Dentro una tenda mi illumino alla luce delle candele,

qualcuno dice “è una fiamma viva!” ed esce chiudendosi la zip.

 

Rimasto solo quindi esploro i miei sensi & cerco il seme della seduzione,

lo trovo e gli disegno un prifilo acuto.

E’ un gene perso nella catena di ogni giorno,

non ha un tetto nè una casa ma si applica senza sforzo.

 

Ho quello che sono e parafraso le inutilità inculcatemi:

un coniglio bianco torna ubriaco nel suo cilindro ,

la fodera lo aspetta col matterello levato, stanca delle sue uscite improvvise.

Lui sorride sardonico e fa spallucce.

 

Un soffio di vento mi rinfresca i pensieri d’afa che

lucidi danzano sulle superfici opache per cambiarle.

Ho un desiderio giovane, una malattia sottomessa,

una lezione già pronta ed un malcontento per tutto.

Ho odiato e continuo ad odiare il sommesso roboante vociare che

filtra tra gli spazi sottili dei miei corridoi mentali.

E’ lo scomodo esterno, il vasto sconosciuto che bussa forte alla porta

con le nocche sporche di stucco e resina.

 

Ho impiastricciato i cieli per celare l’incerto incedere

dei miei continui sbadigli, giù nell’appicume straniero;

mi sono ripetuto perchè interrotto,

nella lettura del sentiero, dai miei demoni.

 

Dimentico le pagine migliori nelle partenze assonnate &

faccio prostituire le mie parole lasciando pero’ che si scelgano i clienti;

i soldi vanno metà in beneficienza e metà al macero:

mi lusingano i grati sguardi che si allacciano la patta.

 

Sono un ruffiano a denominazione di origine controllata,

un penitente reicarnato ed ancora un perverso;

uno storico iroso ed un poeta.

Una barca che trova meno falle ed impara ad aggiustarle più rapidamente.

 

Ho alternato il tre ed il quattro, l’uno ed il due;

salito e disceso le note, sospirato alla luce ed la buio.

Mi sono perduto alla nausea tra le stesse impulsioni

ed ora le dissolvo, in attesa di sentirle di nuovo.

martedì, 19 giugno 2007
scheletri di erbivori ghignano al sole del deserto
& sono un paradosso
riflessi su questi tetti
& questi attici lontani.
Prima era diverso, forse assolutamente identico,
non riesco a distinguere
in quale punto dell'evoluzione mi trovi ora.

ho polpastrelli callosi ma sono un buon partito
& dovrei lasciare da parte la fretta
& le impellenze implorate al buio
& mettere tutto questo in ordine;
fissarlo con lunghi chiodi che non cederanno
al peso della cultura importata.
io, ora, sono qui.
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venerdì, 18 maggio 2007
La sensibilità degli uomini mi sorprende sempre.
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lunedì, 14 maggio 2007

Imparo a monetizzare l'imbarazzo

di sogni guancia a guancia,

la mancanza di te ha aperto tagli che goffo tento di ignorare.


Sangue scuro cola denso nei pertugi dell'anima,

dove mi nascondevo da bambino,

dove mi nascondo adesso


facendo finta di non avere poteri

per non uscire allo scoperto

per non rischiare


certo di una proxima vita

nella quale

volare davvero.

 

mercoledì, 09 maggio 2007

In una città dove la notte non viene mai

&

le parole sono più importanti dei fatti che seguono alcune parole,

io sono a metà.

 

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lunedì, 07 maggio 2007
il mio amico Putzo é in fondo alla pagina.
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mercoledì, 02 maggio 2007


chichichichichi
sgalleggia il gallo
chichichi

chi
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mercoledì, 25 aprile 2007

Cary Grant, who took LSD more than sixty times under the therapeutic auspices of Dr. Mortimer Hartmann and then Dr. Oscar Janiger, had this to say about his treatment in 1959:

"All my life, I've been searching for peace of mind. I'd explored yoga and hypnotism and made several attempts at mysticism. Nothing really seemed to give me what I wanted until this treatment."

"I have been born again. I have been through a psychiatric experience which has completely changed me. I was horrendous. I had to face things about myself which I never admitted, which I didn't know were there. Now I know that I hurt every woman I ever loved. I was an utter fake, a self-opinionated bore, a know-all who knew very little. I found I was hiding behind all kinds of defenses, hypocrisies and vanities. I had to get rid of them layer by layer. The moment when your conscious meets your subconscious is a hell of a wrench. With me there came a day when I saw the light."

 

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martedì, 24 aprile 2007

vive in un appartamento di 8 metri quadri situato al millesimo piano di un grattacielo nella città di K e scrive cose tipo "di seghe martoriato il cervello", pretende comprensione e un pasto caldo.

legge drammaturghi greci quali aristofane, menandro, frinico ed euripide e mentre mangia noodles di soya si gratta le calvizie intuendo un disegno divino.

dorme su un futon (布団) che occupa quasi metà stanza con lenzuola che non cambia da quasi due mesi e sogna di impiastricciarsi di marmellata all'albicocca mentre le formiche gli divorano la faccia.

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martedì, 17 aprile 2007

se non avverto fiducia intorno a me

semplicemente avvizzisco

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