domenica, 28 giugno 2009

La sirena si svegliò poco dopo il tramonto. Non temeva reazioni isteriche perchè in casa non c’era nessuno che potesse ascoltare il suo bisbiglio. Un mal di testa cieco tentò un ultimo assalto prima di scappare nella sua tana, in attesa della prossima possibilità.

La sirena diede carne cruda ai suoi tre cani azzurri che mangiarono in silenzio prima di rimettersi a fissare le intricate geometrie d’algebra che l’arabo aveva lasciato in dono.

Si spogliò del niente che indossava, senza smettere di bisbigliare. Il riflesso di sua madre nel vetro la illuminò all’improvviso e si trovò un sorriso tiepdio appiccicato sulla faccia.

 

“se vuoi puoi mordermi”

 

Sussurrò al riflesso di sua madre chuiedendosi se in realtà non fosse il riflesso ad averlo detto.

 

1 milione e 784 mila 913 persone sfilavano per le strade d’apocalisse scandendo chiaro il richiamo della terra. I tamburi battevano all’unisono e le aquile, in cielo, si accertavano che nessuno guardasse in alto.

 

“se vuoi puoi mordermi”

 

Ma veniva presa in giro da se stessa in un’altra vita.

 

Azzannò la faccia riflessa di sua madre con una ferocia che sorprese quasi tutti. Nessuno si aspettava che il vetro potesse sanguinare a quel modo. Attraverso i raggi della ruota si scorse rosa la pazienza che li avrebbe portati alla fine della notte.

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mercoledì, 08 aprile 2009
Posso creare suoni e immaginarli di gomma,
nella mia testa,
ma fingo inquietudine all'idea del rifiuto &
su questi tetti mi sgonfio e mi gonfio, mi gonfio
al clamore umano di un dubbio banale.

Una tempesta elettrica si annuncia tra piccole bollicine di impulsi che
mi si rivelano davanti agli occhi;
il tuo piacere distratto eccita & stordisce -
cane lasciato solo non sarai il tuo pasto &
la discesa é ripida dai picchi di sale.

Tre cinquine per due sensi ed un desiderio segreto.
Abbiamo pance piatte, gonfie;
mani d'armonia, d'ossa e d'artrosi;
sei un nervo scoperto ed un seno rosa,
un punto che sogno di unire.
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sabato, 14 marzo 2009

Everything sounds and looks like it happened centuries ago. Ho raggiunto un punto in cui con la coda dell’occhio mi accorgo di quanta strada ho fatto.


Non la posso più ignorare - devo voltare lo sguardo e guardare la curva panciuta della mia evoluzione sotterranea.


Strada percorsa principalmente per il gusto di camminare. Ho corso rapido e tutto sommato preciso verso una meta che non mi ero mai realmente prefissato.


Semplicemente, a volte mi rendo conto di quanto ho camminato, che sono in vita da 31 anni.


Sarà banale ma è necessario che scarichi ed installi la versione 2.0 perchè quella vecchia non funziona più bene nell’attuale scenario.


L’amore non mi ha deluso perchè non l’ho ancora incontrato. Anche se a volte Sarah mi manca da stare male e se vedo una sua foto mi si attorciglia un brutto nodo nello stomaco. Un nodo pesante e umido che mi sospira di tutti i suoi sorrisi - che non vedro’ più, che non saranno più per me.


Necessito un cambiamento di prospettiva; questi muri bassi mi comprimono la testa, mi impediscono di estendermi & correre.


Mi sono isolato - mi sono rinchiuso.


Ho una tristezza che mi grava nel cuore, da un mese a questa parte sono depresso, stanco, terribilmente noioso, petulante, pigro, poco brillante, discontinuo e ripetitivo.


Pare che voglia andarmene ma non so dove; non so scegliere. Le settimane scorrono ed il tempo rimane chiaramente una mia ossessione.


Come un gioco lisergico alla fine della notte: irrisolvibile - ma la soluzione appare misteriosamente vicina.


 [Ho sostituito un volo nel vuoto con un viaggio per il quale ho paura di partire]


 Ah, il padre,

La famiglia che ignori,

La lontananza che si svolge come una retta,

Due per due & una danza morbida –

raro sguardo che ti bacia le tempie.

 

Mi servo diverso. Più attento, meno attendista. Più coraggioso.


Alla dea chiedo luce.

giovedì, 12 marzo 2009
Credo nell'acqua &
nei silenziosi sentieri dello zen.
Vedo nell'Africa il respiro dell'infinito &
la genesi infante del mondo.

La dea e' liquida e scorre pura
nutrendoci l'anima
- l'unica che abbiamo -
in un percorso attraverso il tempo.

Noi, ora, siamo qui.
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martedì, 03 marzo 2009
Mi rendo conto inaspettatamente che veniamo da mondi totalmente diversi. La consapevolezza mi ha investito questa mattina mentre ascoltava D'alema dire 'cose di sinistra', Moretti sarebbe contento di sapere che l'attuale Presidente della fondazione 'ItalianiEuropei' ha detto cose tipo che a) esiste un deficit di giustizia sociale e che l'attuale crisi ha origine nelle classi più povere della società americana ed è stata aggravata dalle istituzioni finanziarie  - e b)  che negli ultimi anni l'aumento della diseguaglianza sociale in alcuni grandi paesi occidentali, tra cui gli USA, è stata eclatante  ed ha messo in luce la relazione tra tale aumento  e la produttività del lavoro.

In ogni caso, non è questo il punto.

Il punto è lo scontro di mondi diversi. Io giro tra istituzioni europee, uffici di rappresentanza e dibattiti mentre tu te ne stai a casa, statica, aspettando pazienti. Il tuo mondo è intimo, forse un po' provinciale,, domestico, nazionale e cosi' poco europeo da lasciarmi interdetto. Tu dici 'bourgeoise' ma io lo vedo come un bourgeoise di cento anni fa, cieco e troppo legato al territorio locale. Tutto sommato, è poco interessante. Rappresenta la piccola borghesia e non la grande nobiltà.

Se fosse la grande nobiltà lo capirei, si intende, ma cosi' no e mi fa anche un po' pena.


Il mio mondo è Europa. Poliglotta. Socialista. Forse naive all'apparenza di una qualsiasi serata di chiacchiere tra amici ma non sottovalutare il significato che
rappresenta per il futuro dell'Europa una riunione di trentenni italiani, inglesi, americani, canadesi, spagnoli e belgi che parlano lingue che non sono le loro e scambiano opinioni sul Ruanda o sul piano economico americano .

Noi siamo il futuro.

E se il futuro ti spaventa, non lo capisci o ti fa sentire come 'una che non c'entra', mi dispiace ma è un problema tuo.

venerdì, 07 novembre 2008
L'aria è dolce - qui e ora
il senso dello spazio,
tra il mare e la storia
stretto
tra gambe bianche torride &
il terrore d'inadeguatezza
cosi tranchant
da lasciarti steso senza espressione di futuro.

Lisbona d'acqua e di colli e di talento in mostra
alta & rossa
come la fantasia di questo tempo nascente -
fuori dal contesto ci si ritrova
nella luce senza sole
che sarà rassicurante solo per pochi minuti ancora
prima che il buio ritorno ti inghiotta.

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venerdì, 19 settembre 2008
ecco
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martedì, 01 luglio 2008
il numero dei tuoi amici cresce
non faccio più ridere e non ho il cervello allenato
ho immagini tipo un gatto bianco circondato da foglie viola
che è molto maschile come cosa dire viola e non violette e una cosa francese col naso insù
lo vedi che ho collegamenti elementari? francese - all'insù
è patetico
come quando ho ££££££££££££££££ e mi si è rotto il """""""""""""""
e ora $$$$$$$$$$$$$$$$ per mesi
è palese che la mia testa """"""""""""""""""
ma non so se cercare aiuto perchè potrebbe prendere anni di tempo che butterei comunque via
volgarmente
sono una delusione, sono a pezzi, sono quasi fatto e finito
indosso una canottiera bianca e mi puzza la faccia

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lunedì, 05 maggio 2008
mettiamoci insieme.

da un giorno all'altro, senza preparativi o buffi convenevoli.

e poi inventiamoci un modo per vivere più vite possibili.
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giovedì, 10 aprile 2008
tu gli altri li leggi?

quando la donna dalle tette cadenti si lasciò scappare:

"nella tua magione d'albione scoppia d'ingiustizia marcia!"

e poi a ridere, terrorizzata -

ahhahahahaha con gli occhi sbarrati.

_____________________________________

non esiste niente di vero a parte

"la seconda ora" di ludovico einaudi &

 poche altre cose estemporaneeee

con quattro "e"

mmmmmmmm da uno squarcio di petto.

pin piripin pin piripin

con un dito solo,

a cercare continuità nella concentrazione.

_______________________________________

Uno arriva, dal nulla,  ti prende e ti fa:

"Io invece preferisco il modello aperto, in cui la morte termica non arriverà mai completamente, essendo infine l'espansione più veloce del ritmo di decadimento di ogni singola particella, per cui tenderà sempre allo stato d'equilibrio senza mai raggiungerlo."

tu che  fai?




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domenica, 06 aprile 2008
Nettare d'ambra,
lingue d'avorio,
numeri in attesa &
intrecci d'ali:

è il costoso vivere
che silente ci assale
sbranandoci le spalle
fino al bianco osso.
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domenica, 06 aprile 2008
Nell'ombra della miseria
sulle rughe di periferia &
nelle occhiaie scure che
ti cerchiano i pallidi occhi,
siamo imprigionati.

Dalla fronte di pensieri corrucciati
scendono i segni
ed i solchi profondi
arati nel campo dei minuti,
al caldo, in divenire.

Le tracce sottili prossime a svanire &
gli anni che non ci mutano
ma ci passano attraverso
e ci carezzano
con lievi sfioramenti.

Siamo offuscati,
nella vecchiaia pietosa,
da ricordi che scivolano
verso un amore onesto mai raggiunto &
una fine di pacata trascendenza.

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martedì, 11 marzo 2008

Una malinconia dell’autunno1985 che mi scava nell’anima, un giorno di marzo. Nel 2008.

Genova persa. Bruxelles attuale.

Oggi camminavo nel freddo e nella pioggia sottile con le mie clark’s e la mia giacca di velluto da inglesissimo professore di fisica. Camminavo nella mia malinconia. La conosco così bene che abbiamo iniziato a darci del tu, qualche anno fa, e ci siamo scoperti sempre più vicini fino al momento in cui ho capito che io sono la mia malinconia.

Oggi mi sono perso nel tempo della mia memoria, senza ricordi particolari sono tornato a quello che ho identificato come l’autunno del 1985; odore di pioggia e traffico in Via XX Settembre, forse in giro con mia madre. Un bambino che guarda tutto con stupefatta meraviglia sentendo che tutto è dietro l’angolo, ma ancora così distante. Da piangere di vita. Dio santo. Piangere di vita, qualsiasi cosa significhi per te questa cosa.

Per me è sentire che la mia anima è più vecchia della mia mente e del mio corpo.

Sono note che ho già sentito.

Un’emozione già gridata al vento, a pieni polmoni, senza paura.

Una faccia che ho già visto bruciata, anche se forse non era la mia ma era vicina abbastanza da raccartocciarmi d’orrore anche secoli dopo.

Noi siamo la resurrezione.

Pasticci di colore all’imbrunire. Siamo

foglie, guglie, gargoyles, statue, marmi, vernice pastosa che

ci attorciglia la vita

come un ghirigoro d’oro.

Ho visto un futuro che non voglio farmi scappare, in qualsiasi forma esso voglia venire da me. L’ho intravisto nell’autunno del 1985, senza capirlo, con gli occhi di bambino. L’ho rivisto oggi, nel marzo del 2008, con gli occhi dell’uomo che sono. L’uomo con le farfalle che pazze gli svolazzano in pancia, l’uomo che sono, l’uomo che ho bisogno di mostrare a te, donna che mi ispiri e mi fai tremare nella musica di qualcun altro.

venerdì, 29 febbraio 2008

giusto per tenere il cervello impegnato, mica per altro.

scusami, comunque.

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mercoledì, 27 febbraio 2008

credi- coltiva - ama - dona - stringi

& se ti dimentichi

e non credi più

e non hai più voglia di coltivare

e senti che l'amore è secco

e che hai già donato a sufficienza

e che non riesci più a stringere come prima

CHIEDI ALLA CHIMICA

& prova a ricordare.

sabato, 09 febbraio 2008

Amiamo i nostri figli ma siamo

deformati dalla pellicola;

punti rossi,

primipianipianinpianurapiatta

centrifugamilleallora

dove la testa gira – non torna

 

Sono il disfacimento

se mi sforzo di essere quello che non dovrei

io per editto divino – non dovrei

nessuno dovrebbe

essere quello che non dovrebbe.

Rido perchè vuoi fare le cose per bene ma dimentichi i solventi.

 

All’angolo,

dove le creature migrano.

In un angolo,

dove la memoria muore.

Siamo stracci & bivacchi

fatti per fare suoni e non per esprimere concetti.

 

Devi amare il tuo uomo.

Tenerlo per mano.

Fargli sentire

il mondo sul quale marciamo solenni

& ipocriti

& così capaci.

 

Ti supplico di scegliere me &

di insegnarmi ad amare.

Superare paure di certezze,

desideri miti

& sconsolati:

5volte5pernondiredipiù.

 

Cosa ci vuoi fare & in fondo che te ne frega

se ci copiamo le scottature dell’anima

a vicenda.

Arrivi a cavallo – scalza

sei un’immagine

che mi taglia in due.

domenica, 03 febbraio 2008
se non hai nulla da scrivere NON SCRIVERE.


martedì, 22 gennaio 2008

1.

...

Q dopo gli attentati di Londra

K si, ma come hai fatto a trovarlo? come è successo?

Q un amico un giorno mi fa "hai visto, ti hanno commentato in centinaia"

io dico dove

lui dice quel post sugli attentati a londra

io dico ma non mi pare che sul blog ci fossero centinaia di commenti, non c'é il link da nessuna parte, ne sono a conoscenza solo una manciata di amici

K che vuoi che ti dica, vuol dire che qualcuno l'ha letto, l'ha copiato e messo nella bacheca discussione

Q e che è la bacheca discussione?

K tipo forum yahoo - robe del genere

Q ah

K va bè no?

Q ma si, non mi ricordo nemmeno quello che avevo scritto

K questo è impossibile

...

2.

(ha le ciglia a metà)

va bene ascolta, è diventato buio all'improvviso:

tutto troppo silenzioso per essere oggi per davvero;

(chi era "confettuccio"? dio, non mi ricordo)

c'è questo odore che anche se annuso non capisco da dove venga,

odore tipo fantasia smorzata - avvelenata - quasi trucidata

(è ciclico d'accordo ma ho sentito un trillo e ci sono coincidenze che non possono essere coincidenze)

& la testa vola a tottenham

perchè la chiamate cerimonia?

l'ha chiamata cosi' anche lui, credo che "matrimonio" non vada bene

ah

mother-in-low, daddy has to go

(e poi le cose succedono, lo sapevi?)

la mamma è giù, papà seguila

perchè

oddio oddio oddio

qualcuno qui ci rimette le penne

oddio oddio oddio

qualcuno CREPA

e magari ci salva tutti  - prima che l'ovale diventi palla

(basta non farsi prendere dall'ansia)

...

3.

si ok, qui l'applauso ci sta grazie. scusate se mi fumo una sigaretta, a teatro si puo' ancora. no non è vero. almeno voi non potete. io si. privilegi da palcoscenico. furbizie nero su bianco. contratti svegli. mi chiedevo: in quanti l'hanno capito il gioco di parole mother in low - mother in law? lei signora? ah bè, complimenti, anche lei si scolava 12 pinte di lager guardando il west ham a bethnal green, si scoppiava un paio di bustine di gianluca vialli e finiva a soho scoprendo che sua cugina si faceva di speed? no? ah andrew lloyd webber, fare la coda nel west end tra i turisti americani. mmm. si lo so. ah certo che lo so. guardi come spengo la sigaretta, non la irrita, signora? questo mio fare supponente, non le da allergia? no, mi scusi, è che sono a corto di argomenti e quando ho fame attacco. sono un carnivoro, dopotutto. ma se mi mettono un guinzaglio obbedisco. non ci crede? bè, con tutto il rispetto, a lei non obbedirei nemmeno per un minuto. il leone deve rispettare il suo domatore. averne paura. amarlo un po'. poi gli stacca la testa. già. no, no; gliela stacca di netto. zac. secco. la sgranocchia nella penombra terrorizzata di un circo che sa di noccioline e sterco di elefante. la vita è ingiusta per la maggior parte della gente. ma visto che è cosi', bisognerebbe impegnarsi per trovare la cosa eccitante. si, si. ho detto eccitante. non so perchè. spengo la siga. ignoro il mal di testa. sorrido per un istante e lascio libero il palco - che dio ti allevi. cazzo, Eco.

...

4.

Are you still paying too much for your mortgage?

All men wish it was large..

75% 0FF S ALE on P fizer

Respond to your looan application.

ahahahahahahahahhahahahahahahahahahhaha

ok ora sclero per davvero

sono le 18.15 di un martedi di gennaio

dicono che la terza settimana di gennaio sia la peggiore dell'anno

ma dicono sempre qualcosa

e la maggior parte sono idiozie -

giro e guardo foto: perdo tempo

decido e attacco quadri: inutile

gocciolo di noia: inevitabile

quando

I managed to escape
to end in a bigger cage
 
they fed me with velvet flies
fed me with packs of lies

...

 

 

 

lunedì, 21 gennaio 2008
 
 
non so
onestamente non lo so
se scappare stando fermi sia la soluzione migliore
 
forse
e dico solo forse
potremmo costruire un mondo su misura per noi
 
ah
intendi qualcosa tipo
arte comprensione e bellezza al potere ?
 
mmm
credo qualcosa del genere
aggiungerei un filo d’oro che collega tutte le cose
 
e perchè ?
 
non ne ho idea
giovedì, 13 dicembre 2007
Pacifici & non violenti come dovremmo tutti essere
Se non fossimo ciechi e sordi e muti nella nostra finta
Gigantesca
Soffocante città di provincia europea
Col sole che si nasconde
E ti sorprende
A parlare del tempo come un povero coglione che sparge briciole per i piccioni
 
Caos & precisione con un sorriso – sorseggiando soma in giardino
Mio dio sono vivo davvero e sto buttando tutto nel cesso
Perchè ho paura del tempo che ticchetta nella testa
E non sono certo – davvero non sono del tutto certo
Che avro’ poi tutte queste altre possibilità alla fine
vedi - almeno parlo di me e non ho paura
 
Il percorso a ostacoli di cui parli non mi tange
Sei debole & volgare & nascondi una paura fottuta
Che io annuso nell’aria
Preludio di morso alla trachea
Su un divano che odio tu abbia visto
 
No il punto non è che nessuno ha paura di restare solo
Prenditi il tuo tempo e dipingiti il volto
In un’atona castità di progetti
Io
Sono un finto io ed un vero te stesso
 
No il punto non è che abbiamo paura di restare soli
All’ombra della croce – con una mezzaluna a squarciarci il cuore
La verità sta ad est e passa per ovest
& non esiste mai perchè tutto è così relativo da farti impazzire quando lo guardi negli occhi
Uccidimi
Cazzo uccidimi davvero
Invece di giocare con gli spilli – ho l’anima piena di buchi & perdo sensazioni
Che colano come il tuo piacere osceno
Sulle mie coperte
sabato, 03 novembre 2007
lavorare in silenzio
va bene, che bel segreto;
ma tu stai fermo & aspetti & ti lamenti & non vai da nessuna parte.

stava zitta
poi a luce spenta ha iniziato a parlare
& mi ha chiesto se volevo fare del sesso.

le finlandesi te lo succhiano come le russe e le estoni
hanno una loro tecnica particolare
poi mi ha tenuto stretto e siamo venuti insieme.

ho bisogno di qualcuno che rida e mi baci in pubblico,
che quando è qui mi faccia sentire bene con me stesso
che quando non c'è mi manchi.

ho smesso di copiare e mi ascolto,
non mi sorprendo mai però
ma imparo per dimenticare.
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mercoledì, 19 settembre 2007

Butterflies

 (canzone in la minore)

 

 

I’ve  lost my pieces in the inspiration that

I want to give to you

 

Playing with the toys you gave me I’m wondering

If you just like to play

 

I think I want to know your answers but I’m scared

I’m getting none

Or those

I don’t want to hear

 

Your words just spin around

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies, do you mean it?

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies do you mean it?

(or you’re just mean)

 

You have to know about the gloom that’s chasing me,

don’t think it’s serious though

 

Tell me if I’m guessing right something I can’t know

I’ve changed so many times

 

This song’s to tell you that

For a moment

A lapse

But you’ve been the one

 

Your words just spin around

 

When you talk about butterflies

You talk about butterflies

You talk about butterflies do you mean it?

 

When you talk about butterflies

You talk about buterflies

You talk about butterflies do you mean it?

(or you’re just mean)

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giovedì, 02 agosto 2007
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venerdì, 29 giugno 2007

Ho seminato decadi di terza età,

frammenti di spreco e di vite non mie;

ho carpito i segreti ironici &

le albe marce di una metastasi di giorno.

 

Ho visto germogliare riflessi medici

sugli specchi delle case di cura abbandonate,

ho salutato il sole e la luna

che monotoni si alternavano sul mio terrazzo cittadino.

 

Ho un viaggio di carta pronto da ricordare

e da qui scopro i miei limiti da correggere ed ampliare.

Ho chiesto di averla, consigliato di prenderla

ed attendo facendo cose per colmare i presunti vuoti.

 

Sono alla ricerca del miglior fabbro, di un intruglio,

di un seguito al pensiero, di un tempo definito.

Sono un dente marcio che assorbe vita nuova

dalla saliva di Betty Bop & da buffi scheletri a fumetto.

 

Ho una propria personale rigenerazione di cellule e tessuti

dipendente dal desiderio che mi fluttua intorno,

è un processo incosciente, antico e vitale che si fonde

con il rito dell’acqua pura e di quella salmastra.

 

Rircordi Greyson Fills e gli album appesi al muro?

una casa a due piani, a broken cup of tea &

qualche bottiglia di scotch nascosta dalla badante

mentre io adolescente guardavo Wimbledon alla t.v..

 

Ho cresciuto gli echi, uno ad uno, con paziente deferenza.

In tunnel di metropolitana, le sanguinanti orecchie sorde,

sono fuggito con il terrore che pulsava negli occhi schizzati,

ho urlato nel vuoto, immobile, zittito da un treno in corsa.

 

Ho visto invecchiare e morire le memorie di quattro quartine,

sono andato a scuola e ne ho dipinto le mura col cuore in gola.

Ho scritto “arroyo” con la vernice rossa.

Ho pasticciato con le sequenze e dato loro materia senza anti-materia.

 

Sono un lupo affamato ed il padre che cerca il cibo,

il vecchio di turno ed il bambino in affitto.

Dentro una tenda mi illumino alla luce delle candele,

qualcuno dice “è una fiamma viva!” ed esce chiudendosi la zip.

 

Rimasto solo quindi esploro i miei sensi & cerco il seme della seduzione,

lo trovo e gli disegno un prifilo acuto.

E’ un gene perso nella catena di ogni giorno,

non ha un tetto nè una casa ma si applica senza sforzo.

 

Ho quello che sono e parafraso le inutilità inculcatemi:

un coniglio bianco torna ubriaco nel suo cilindro ,

la fodera lo aspetta col matterello levato, stanca delle sue uscite improvvise.

Lui sorride sardonico e fa spallucce.

 

Un soffio di vento mi rinfresca i pensieri d’afa che

lucidi danzano sulle superfici opache per cambiarle.

Ho un desiderio giovane, una malattia sottomessa,

una lezione già pronta ed un malcontento per tutto.

Ho odiato e continuo ad odiare il sommesso roboante vociare che

filtra tra gli spazi sottili dei miei corridoi mentali.

E’ lo scomodo esterno, il vasto sconosciuto che bussa forte alla porta

con le nocche sporche di stucco e resina.

 

Ho impiastricciato i cieli per celare l’incerto incedere

dei miei continui sbadigli, giù nell’appicume straniero;

mi sono ripetuto perchè interrotto,

nella lettura del sentiero, dai miei demoni.

 

Dimentico le pagine migliori nelle partenze assonnate &

faccio prostituire le mie parole lasciando pero’ che si scelgano i clienti;

i soldi vanno metà in beneficienza e metà al macero:

mi lusingano i grati sguardi che si allacciano la patta.

 

Sono un ruffiano a denominazione di origine controllata,

un penitente reicarnato ed ancora un perverso;

uno storico iroso ed un poeta.

Una barca che trova meno falle ed impara ad aggiustarle più rapidamente.

 

Ho alternato il tre ed il quattro, l’uno ed il due;

salito e disceso le note, sospirato alla luce ed la buio.

Mi sono perduto alla nausea tra le stesse impulsioni

ed ora le dissolvo, in attesa di sentirle di nuovo.

martedì, 19 giugno 2007
scheletri di erbivori ghignano al sole del deserto
& sono un paradosso
riflessi su questi tetti
& questi attici lontani.
Prima era diverso, forse assolutamente identico,
non riesco a distinguere
in quale punto dell'evoluzione mi trovi ora.

ho polpastrelli callosi ma sono un buon partito
& dovrei lasciare da parte la fretta
& le impellenze implorate al buio
& mettere tutto questo in ordine;
fissarlo con lunghi chiodi che non cederanno
al peso della cultura importata.
io, ora, sono qui.
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